Cassazione civile Sez. III sentenza n. 19162 del 29 settembre 2005

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di affitto di cosa produttiva, l'art. 1620 attribuisce all'affittuario la facoltÓ di prendere ogni iniziativa idonea ad incrementare il reddito della cosa medesima; l'esercizio di tale facoltÓ non pu˛ , per˛, tradursi in obblighi a carico del locatore e non pu˛ , pertanto, di per sŔ costituire titolo per pretendere da quest'ultimo indennitÓ per miglioramenti effettuati in attuazione di dette iniziative. Ne consegue che in nessun caso l'affittuario ha il diritto di ritenere l'azienda affittata fino a quando gli venga corrisposta l'indennitÓ o eventuale altra somma, sempre che dovute. NŔ rileva che il diritto di ritenzione sia previsto in materia di enfiteusi, di possesso di buona fede o in favore del coerede che conferisca un bene in natura, atteso che le norme che prevedono il diritto di ritenzione hanno natura eccezionale e non sono perci˛ suscettibili di applicazione analogica.

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