Cassazione civile Sez. II ordinanza n. 15666 del 11 giugno 2019

(2 massime)

(massima n. 1)

L'eventuale nullitÓ della donazione operata dal "de cuius", se dichiarata dal giudice, non provoca, ai fini della divisione, risultati dissimili dalla collazione, ma solo pi¨ radicali, in quanto fa rientrare nel patrimonio del "de cuius", come se non ne fossero mai usciti, i beni che ne erano stati oggetto, atteso che per l'ordinamento gli effetti di un contratto nullo e, quindi, anche le attribuzioni patrimoniali con esso operate, si considerano come mai verificati. (Rigetta, CORTE D'APPELLO MILANO, 03/10/2014).

(massima n. 2)

La rinuncia a un diritto, se fatta allo scopo di avvantaggiare un terzo, pu˛ importare donazione indiretta, purchÚ fra donazione e arricchimento sussista un nesso di causalitÓ diretta. (Nella specie, la S.C. ha escluso che la rinuncia del "de cuius" a sottoscrivere la quota di aumento del capitale sociale di una s.r.l., seguita dalla concomitante sottoscrizione, da parte del figlio, della quota non sottoscritta dal genitore, costituisse donazione indiretta, atteso che, a seguito della rinuncia del "de cuius", anche gli altri soci avevano avuto analoga possibilitÓ di sottoscrizione). (Rigetta, CORTE D'APPELLO MILANO, 03/10/2014).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.