Cassazione civile Sez. V sentenza n. 29437 del 17 dicembre 2008

(5 massime)

(massima n. 1)

Laddove il socio non abbia a contestare l'entitÓ del reddito imputato alla societÓ ma puramente e semplicemente la propria qualitÓ di socio e l'esistenza del vincolo sociale, la controversia dedotta non Ŕ riconducibile alle ipotesi di litisconsorzio necessario secondo l'insegnamento delle Sezioni Unite, sent. n. 14815 del 2008.

(massima n. 2)

La sussistenza del vincolo sociale costituisce apprezzamento di fatto - la cui valutazione Ŕ demandata al giudice del merito - pregiudiziale al fine di legittimare l'accertamento ai fini delle imposte sui redditi fondato sulla convinzione dell'esistenza di una societÓ di fatto della quale il contribuente sia parte integrante. Indice rivelatore di siffatta esistenza ben pu˛ essere identificato nella circostanza secondo la quale il corrispettivo delle commesse affidate ad un soggetto viene ad essere assolto da soggetto diverso ovvero nell'utilitÓ tratta dall'intermediazione di un soggetto in favore di un altro.

(massima n. 3)

L'esistenza di un'attivitÓ imprenditoriale societaria richiede, ai fini fiscali, sia il requisito dell'apparenza del vincolo sociale nei confronti dei terzi, quale indice rivelatore della reale esistenza di tale societÓ, sia l'effettiva esistenza degli elementi costitutivi di tale vincolo, che l'Amministrazione pu˛ provare anche in via presuntiva. L'indagine in tal senso va quindi condotta con riferimento agli elementi richiesti dall'art. 2247 c.c. per la sussistenza di un'attivitÓ societaria di fatto, consistenti nell'intenzionale esercizio in comune fra i soci di un'attivitÓ commerciale, anche occasionale, a scopo di lucro e conferimento a tal fine dei necessari beni e servizi.

(massima n. 4)

Le manifestazioni esteriori di un vincolo societario non possono considerarsi, a fini fiscali, un elemento sufficiente per dimostrare l'esistenza di una societÓ di fatto in quanto il comportamento tenuto dai presunti soci nei rapporti esterni non comporta necessariamente l'esistenza di una societÓ nei rapporti interni.

(massima n. 5)

L'esistenza di una societÓ di fatto in ambito tributario pu˛ essere desunta dalla condotta tenuta dai soci nei rapporti esterni a condizione che tale comportamento integri presunzioni gravi, precise e concordanti idonee a manifestare la sussistenza degli elementi costitutivi del contratto di societÓ, cioŔ l'intenzionale esercizio in comune fra i soci di un'attivitÓ commerciale, anche occasionale, a scopo di lucro ed il conferimento a tal fine dei necessari beni e servizi.

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