Cassazione civile Sez. V sentenza n. 19238 del 16 dicembre 2003

(3 massime)

(massima n. 1)

In tema di redditi prodotti in forma associata, qualora nel corso di un esercizio sociale di una societÓ di persone si sia verificato il mutamento della compagine sociale, con il subentro di un socio nella posizione giuridica di un altro, i redditi della societÓ devono essere imputati, ai sensi e per gli effetti dell'art. 5, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, esclusivamente al contribuente che sia socio al momento della approvazione del rendiconto (e, quindi, al socio subentrante) proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili, e non giÓ al socio uscente ed a quello subentrante attraverso una ripartizione in funzione della rispettiva durata del periodo di partecipazione alla societÓ nel corso dell'esercizio. Ci˛ in quanto una siffatta semplicistica ripartizione alla stregua del periodo di partecipazione non corrisponde necessariamente alla produzione del reddito da parte della societÓ nei vari periodi (produzione non continua nÚ uniforme nel tempo, e quindi insuscettibile di essere in tale misura frazionata), mentre secondo i principi civilistici in tema di ripartizione degli utili nelle societÓ di persone - cui la disciplina tributaria coerentemente si uniforma - il diritto agli utili matura solo con l'approvazione del rendiconto.

(massima n. 2)

In tema di imposta sui redditi prodotti in forma associata, qualora nel corso di un esercizio sociale di una societÓ di persone si sia verificato il mutamento della composizione della compagine sociale con il subentro di un socio nella posizione giuridica di un altro i redditi della societÓ devono essere imputati esclusivamente al contribuente che sia socio al momento dell'approvazione del rendiconto (e, quindi, al socio subentrante) proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili, e non giÓ al socio uscente ed a quello subentrante attraverso una ripartizione in funzione della rispettiva durata del periodo di partecipazione alla societÓ nel corso dell'esercizio.

(massima n. 3)

Quando, nel corso di un esercizio sociale di una societÓ in nome collettivo, si sia verificato il mutamento della composizione sociale con il subentro di un socio nella posizione giuridica di un altro, i redditi di tale societÓ devono esser imputati, ai sensi e per gli effetti dell'art. 5 del D.P.R. n. 597 del 1973 (ora art. 5 del D.P.R. n. 917 del 1986), esclusivamente al contribuente che sia socio al momento della approvazione del rendiconto proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili, e non giÓ al socio uscente e a quello subentrante attraverso una ripartizione in funzione della rispettiva durata del periodo di partecipazione alla societÓ nel corso dell'esercizio.

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