Consiglio di Stato Sez. IV sentenza n. 4246 del 5 luglio 2010

(1 massima)

(massima n. 1)

Alla stregua della disciplina comunitaria e nazionale (ed eventualmente regionale), la v.i.a. non pu˛ essere intesa come limitata alla verifica della astratta compatibilitÓ ambientale dell'opera ma si sostanzia in una analisi comparata tesa a valutare il sacrificio ambientale imposto rispetto all'utilitÓ socio economica, tenuto conto delle alternative praticabili e dei riflessi della stessa "opzione zero"; la natura schiettamente discrezionale della decisione finale (e della preliminare verifica di assoggettabilitÓ), sul versante tecnico ed anche amministrativo, rende allora fisiologico ed obbediente alla ratio su evidenziata che si pervenga ad una soluzione negativa ove l'intervento proposto cagioni un sacrificio ambientale superiore a quello necessario per il soddisfacimento dell'interesse diverso sotteso all'iniziativa; da qui la possibilitÓ di bocciare progetti che arrechino vulnus non giustificato da esigenze produttive, ma suscettibile di venir meno, per il tramite di soluzioni meno impattanti in conformitÓ al criterio dello sviluppo sostenibile e alla logica della proporzionalitÓ tra consumazione delle risorse naturali e benefici per la collettivitÓ che deve governare il bilanciamento di istanze antagoniste.

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