Consiglio di Stato Sez. V sentenza n. 2539 del 28 aprile 2011

(1 massima)

(massima n. 1)

Nel rapporto di pubblico impiego, la domanda volta ad ottenere una retribuzione superiore a quella riconosciuta dalla normativa applicabile non pu˛ essere basata sull'art. 36 Cost., che afferma il principio di corrispondenza della retribuzione dei lavoratori alla qualitÓ e quantitÓ del lavoro prestato; tale norma, infatti, non pu˛ trovare incondizionata applicazione nel rapporto di pubblico impiego, concorrendo in detto ambito altri principi di pari rilevanza costituzionale, quali quelli previsti dall'art. 98 Cost. (che, nel disporre che i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione, vieta che la valutazione del rapporto di pubblico impiego sia ridotta alla pura logica del rapporto di scambio) e quali quelli previsti dall'art. 97 Cost., contrastando l'esercizio di mansioni superiori rispetto alla qualifica rivestita con il buon andamento e l'imparzialitÓ dell'Amministrazione, nonchÚ con la rigida determinazione delle sfere di competenza, attribuzioni e responsabilitÓ dei funzionari.

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