Cassazione civile Sez. I sentenza n. 8472 del 26 agosto 1998

(2 massime)

(massima n. 1)

Nei compiti dell'organo gestionale di una societÓ di persone, ai sensi degli artt. 2266, 2298 e 2318 c.c., sono źnaturalmente╗ compresi (in carenza di espressa limitazione) non solo gli atti di ordinaria amministrazione, ovvero gli atti conservativi, ma anche quelli dispositivi, se configurano strumenti per la realizzazione degli scopi perseguiti dalla societÓ e siano di conseguenza riconducibili all'oggetto sociale. Pertanto, quando due societÓ, di cui una di persone e l'altra di capitali, sono state create per operare in modo affiancato e coordinato nello stesso settore produttivo e commerciale, con partecipazioni in larga misura sovrapposte ed inoltre con fini convergenti, senza confronto concorrenziale, l'amministratore della societÓ di persone, in carenza di esplicita deroga nell'atto costitutivo, ha il potere di concedere fideiussione per le esposizioni bancarie dell'altra, dovendo la fideiussione ritenersi compresa nell'oggetto sociale, essendo l'efficienza e la salute della societÓ garantita obiettivi anche della prima.

(massima n. 2)

Quando tutti i soci di una societÓ di persone siano anche soci di una societÓ di capitali con partecipazione complessivamente tale da garantirne il controllo e le due societÓ perseguano progetti imprenditoriali di tipo unitario o quantomeno coordinato, la fideiussione che la societÓ di persone rilasci per assicurare il finanziamento della societÓ di capitali amministrata dallo stesso soggetto non pu˛ ritenersi stipulata in conflitto di interessi e, quindi, con gli effetti di cui all'art. 1394 c.c., atteso che il buon andamento della societÓ di capitali si riverbera necessariamente a vantaggio della societÓ di persone. Infatti il conflitto di interessi di cui alla norma su citata postula un rapporto di incompatibilitÓ fra le esigenze del rappresentato e quelle personali del rappresentante o di un terzo che egli a sua volta rappresenti, rapporto che va riscontrato non in termini astratti ed ipotetici, ma con riferimento specifico al singolo atto, di modo che Ŕ ravvisabile esclusivamente rispetto al contratto le cui intrinseche caratteristiche consentano l'utile di un soggetto solo passando attraverso il sacrificio dell'altro. Detta situazione, peraltro, integrando una ragione d'annullabilitÓ per vizio della volontÓ negoziale, Ŕ da apprezzarsi con riferimento al tempo del perfezionamento del contratto, restando irrilevanti le vicende successive; l'atto idoneo al conseguimento degli obiettivi del rappresentato, pure se convergenti con quelli del rappresentante, non Ŕ invalidabile a posteriori per eventi sopraggiunti che possano contrapporre interessi prima paralleli.

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