Cassazione civile Sez. I sentenza n. 272 del 13 gennaio 2004

(1 massima)

(massima n. 1)

La rinunzia a far valere i vizi di volontÓ che affliggono un contratto non pu˛ intervenire in via anticipata e preventiva, ma presuppone, alla stregua dell'art. 1444 c.c., che il negozio viziato sia giÓ venuto ad esistenza al momento della rinunzia, che questa sia formalizzata con autonomo atto contenente la menzione del contratto e dei motivo di annullabilitÓ, e che l'intenzione di convalidare l'atto da parte del rinunziante sia espressamente manifestata. Ne consegue che non Ŕ neppure astrattamente configurabile una convalida preventiva e generalizzata rispetto a negozi futuri, i cui motivi di annullabilitÓ non sono ancora venuti ad esistenza Ś e quindi non possono nemmeno essere conosciuti Ś al momento dell'accordo (principio affermato in tema di arbitrato libero, in sede di interpretazione della portata e della validitÓ della clausola che prevedeva l'inappellabilitÓ dell'eventuale futuro lodo).

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