Cassazione civile Sez. III sentenza n. 7529 del 8 luglio 1991

(1 massima)

(massima n. 1)

Con riguardo a contratto concluso jure privatorum dalla P.A., a differenza dei vizi concernenti l'attivitÓ negoziale dell'ente pubblico, i quali, sia che si riferiscano al processo di formazione delle volontÓ dell'ente, sia che si riferiscano alla fase preparatoria ad essa precedente, sono deducibili, traducendosi in un difetto di capacitÓ dell'ente, esclusivamente dall'ente pubblico stesso al fine di ottenere l'annullamento del contratto (ex artt. 1441, 1442, quarto comma c.c.), l'operativitÓ o meno del contratto per effetto dell'intervenuta o mancata approvazione tutoria pu˛ essere dedotta da entrambe le parti contraenti, essendo le stesse sul medesimo piano, per cui anche il privato, liberato dagli obblighi contrattuali, pu˛ invocare l'inefficacia del negozio, in quanto l'intervenuto diniego di approvazione, operando quale condicio juris retroattivamente sull'efficacia del contratto, fa venir meno per lo stesso ogni possibilitÓ di potere costituire fonte di obbligazione per i contraenti.

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