Cassazione penale Sez. II sentenza n. 15527 del 18 aprile 2007

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di delitto di estorsione, il compimento dell'attivitÓ lecita, a cui l'autore del fatto ha collegato la coazione della vittima per il conseguimento dell'ingiusto profitto, non dÓ luogo ad una desistenza anche quando segua o addirittura determini l'impossibilitÓ di ottenere l'ingiusto profitto essendo ricompresa nella condotta criminosa, di cui costituisce la possibile finalizzazione. (La Corte ha altresý precisato che la desistenza implica l'abbandono della condotta criminosa che pu˛ essere riscontrato soltanto dalla cessazione o dalla revoca delle attivitÓ volte a finalizzare in modo illecito un comportamento in sŔ legittimo).

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