Cassazione penale Sez. V sentenza n. 2133 del 4 giugno 1999

(1 massima)

(massima n. 1)

Il reato di cui all'art. 323 c.p., cosý come modificato dalla legge 16 luglio 1997 n. 234, Ŕ un reato di evento, che consiste nel vantaggio del pubblico ufficiale o di altri oppure nel danno ingiusto arrecato ad altri. Ci˛ significa che l'abuso Ŕ idoneo a ledere oltre all'interesse pubblico al buon andamento ed alla trasparenza della P.A. ed alla imparzialitÓ dei pubblici funzionari, anche l'interesse del privato a non essere źturbato nei suoi diritti costituzionalmente garantiti╗ e a non essere danneggiato dal comportamento illegittimo ed ingiusto del pubblico ufficiale. Ne consegue che il soggetto al quale tale condotta abbia arrecato un danno riveste la qualitÓ di persona offesa dal reato, legittimato non solo a costituirsi parte civile quanto il processo abbia inizio (diritto spettante anche al solo danneggiato), ma anche a proporre opposizione avverso la richiesta di archiviazione del P.M. in applicazione degli artt. 409 e 410 c.p.p.

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