Cassazione civile Sez. I sentenza n. 2176 del 27 maggio 1977

(2 massime)

(massima n. 1)

Nell'ipotesi di nullitÓ parziale di un contratto la rilevabilitÓ d'ufficio della nullitÓ di una parte o di una clausola del contratto non consente al giudice di pronunziare la nullitÓ dell'intero negozio, in mancanza della dimostrazione dell'esistenza di un rapporto di necessaria inscindibilitÓ tra la clausola nulla e il restante contenuto negoziale e, per il principio dispositivo che regola la materia negoziale e il processo civile, il giudice non pu˛ procedere d'ufficio a tale indagine, qualora essa richieda accertamenti di fatto sulla reale volontÓ delle parti contraenti.

(massima n. 2)

Qualora il socio di una societÓ in nome collettivo incorra in violazione del divieto di concorrenza, previsto dall'art. 2301 primo comma c.c., la legittimazione ad agire per il risarcimento dei danni, ai sensi del terzo comma della norma medesima, spetta esclusivamente alla societÓ, e non, quindi, al singolo socio. Questo principio opera anche nel caso di societÓ formata da due soli soci, ovvero di societÓ messa in liquidazione, in quanto pure in tali ipotesi non viene meno l'autonomia della societÓ stessa, quale entitÓ distinta dai soci, con un proprio patrimonio e con una propria capacitÓ di agire a tutela del medesimo, a mezzo dei legali rappresentanti (nel caso di liquidazione, a mezzo dei liquidatori ai sensi dell'art. 2310 c.c.).

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