Cassazione civile Sez. V sentenza n. 9218 del 21 aprile 2011

(1 massima)

(massima n. 1)

L'art. 2425, n. 6, c.c. (nella vecchia formulazione), disponendo che, ai fini dell'iscrizione nell'attivo del bilancio di societÓ per azioni, i crediti "devono essere valutati secondo il presumibile valore di realizzazione", non attribuisce agli amministratori una discrezionalitÓ assoluta, ma implica una valutazione fondata sulla situazione concreta, secondo principi di razionalitÓ; ci˛ preclude l'iscrizione in bilancio non soltanto dei crediti semplicemente sperati, ma, anche dei crediti certi, liquidi ed esigibili, qualora siano di dubbia o difficile esazione, i quali, in tal caso, non devono essere iscritti nel loro intero ammontare, bensý nella minore misura che - secondo un prudente apprezzamento - si presume di poter realizzare.

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