Cassazione civile Sez. III sentenza n. 8399 del 23 settembre 1996

(1 massima)

(massima n. 1)

Per ritenere sussistente, secondo l'art. 1335 codice civile, la presunzione di conoscenza, da parte del destinatario, della dichiarazione a questo diretta, occorre la prova, il cui onere incombe al dichiarante, che la dichiarazione sia pervenuta all'indirizzo del destinatario, e tale momento, nel caso in cui la dichiarazione sia stata inviata mediante lettera raccomandata non consegnata per l'assenza del destinatario (o di altra persona abilitata a riceverla), coincide con il rilascio del relativo avviso di giacenza del plico presso l'ufficio postale e non giā con il momento in cui fu consegnata. La questione di legittimitā costituzionale dell'art. 1335 citato, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., per la disparitā di trattamento che la norma, come sopra interpretata, creerebbe fra i destinatari di atti unilaterali recettizi, anche di rilevante interesse economico — giuridico, rispetto ai destinatari degli atti giudiziari, notificati a mezzo posta, č manifestamente infondata, trattandosi di situazioni non omogenee e consentendo, comunque, l'art. 1335 citato di superare la presunzione di conoscenza del destinatario dell'atto, ove quest'ultimo provi di essersi trovato senza sua colpa nell'impossibilitā di averne notizia.

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