Cassazione civile sentenza n. 1026 del 15 maggio 1962

(1 massima)

(massima n. 1)

Sia il giudice penale che quello civile, qualora accertino una falsitÓ, ne ordinano la cancellazione, totale o parziale, ovvero la ripristinazione, mediante la rinnovazione o la riforma del documento (artt. 480 e 481 c.p.p., 226 e 227 c.p.c.). Se l'accertamento della falsitÓ viene compiuto in sede penale e il giudice non provveda con la sentenza stessa, nÚ con il rinvio alla sede esecutiva con l'intervento di tutti gli interessati, deve provvedere il giudice civile, avanti al quale la causa sia successivamente proposta in contraddittorio di tutte le parti. Detto giudice non pu˛, pertanto, limitarsi a far salva alle parti la possibilitÓ di una correzione del documento, nelle forme e nei modi stabiliti dal codice di rito civile.

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