Cassazione civile Sez. I ordinanza n. 12453 del 21 maggio 2018

(1 massima)

(massima n. 1)

Nel caso in cui le parti di un contratto per sua natura commutativo, nell'esplicazione della loro autonomia privata, esplicitamente o implicitamente abbiano convenuto l'unilaterale o reciproca assunzione di un prefigurato rischio futuro, estraneo al tipo negoziale prescelto, e tale da modificarlo e renderlo, per tale aspetto, aleatorio, non pu˛ escludersi l'annullabilitÓ del contratto per errore, da ritenersi astrattamente ravvisabile ogni qual volta il processo formativo della volontÓ risulti viziato da una falsa rappresentazione della realtÓ circa i presupposti del contratto in relazione agli elementi in base ai quali ha luogo la valutazione del rischio contrattuale, la cui inesatta percezione pu˛ essere ritenuta determinante ai fini della formazione del consenso, restando esclusa, invece, l'annullabilitÓ del negozio, nell'ipotesi in cui l'errore ricada sull'alea, cioŔ sulla probabilitÓ di verificazione dell'evento destinato ad incidere sull'equilibrio contrattuale, atteso che, nel primo caso, l'errore si ripercuote sulla causa del negozio o sul suo contenuto, mentre nel secondo caso non dÓ luogo ad una inesatta percezione della realtÓ, ma ad un difetto di previsione incidente, al pi¨, sui motivi del negozio.

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