Cassazione civile Sez. II ordinanza n. 15510 del 13 giugno 2018

(1 massima)

(massima n. 1)

L'erede legittimario che agisca per l'accertamento della simulazione di una vendita compiuta dal "de cuius", siccome dissimulante una donazione affetta da nullitÓ per difetto di forma, assume, rispetto ai contraenti, la qualitÓ di terzo - con conseguente ammissibilitÓ della prova testimoniale o presuntiva senza limiti o restrizioni - quando abbia proposto la domanda sulla premessa dell'avvenuta lesione della propria quota di legittima. In tale situazione, infatti, detta lesione assurge a "causa petendi" accanto al fatto della simulazione ed il legittimario, benchÚ successore del defunto, non pu˛, pertanto, essere assoggettato ai vincoli probatori previsti per le parti dall'art. 1417 c.c., non rilevando la circostanza che egli, quale erede legittimo, benefici non solo dell'effetto di reintegrazione della summenzionata quota, ma pure del recupero del bene al patrimonio ereditario per intero, poichÚ il regime probatorio non pu˛ subire differenziazioni a seconda del risultato finale cui conduca l'accoglimento della domanda.

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