Cassazione civile Sez. III sentenza n. 9038 del 15 aprile 2010

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di risarcimento dei danni da diffamazione a mezzo della stampa, l'istanza di rettifica costituisce una facoltÓ attribuita all'interessato dall'art. 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, ed avente la finalitÓ di evitare che la pubblicazione offensiva dell'altrui prestigio e reputazione possa continuare a produrre effetti lesivi, ma non elimina i danni giÓ realizzati; conseguentemente, il mancato esercizio di tale facoltÓ, mentre incide, ai sensi dell'art. 1227, primo comma c.c., sulla quantificazione del danno, ove si accerti che lo stesso avrebbe potuto essere attenuato con la rettifica, non rileva ai fini del secondo comma dello stesso art. 1227, atteso che la pubblicazione della rettifica non pu˛ escludere il carattere diffamatorio della dichiarazione, qualora l"'eventus damni" si sia giÓ realizzato con la pubblicazione delle dichiarazioni offensive.

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