Cassazione penale Sez. II sentenza n. 33666 del 30 luglio 2014

(1 massima)

(massima n. 1)

La facoltÓ dell'imputato di rendere in ogni stato del dibattimento le dichiarazioni che ritiene opportune, purchÚ esse si riferiscano all'oggetto dell'imputazione, va coordinata con la previsione del comma sesto dell'art. 523 cod. proc. pen., in base al quale l'interruzione della discussione pu˛ essere giustificata solo dall'assoluta necessitÓ di assunzione di nuove prove, talchÚ, non essendo assimilabili le dichiarazioni spontanee dell'imputato a nuove prove, deve escludersi la facoltÓ dello stesso imputato di rendere dette dichiarazioni, fermo restando il suo diritto di avere la parola per ultimo, se lo richiede.

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