Cassazione civile Sez. Lavoro sentenza n. 87 del 8 gennaio 2003

(1 massima)

(massima n. 1)

Il giudice di merito, nell'esercizio del proprio potere discrezionale di accoglimento (o di rigetto), anche implicito, di una istanza di consulenza tecnica avanzata da una delle parti del processo, Ŕ tenuto unicamente ad evidenziare, in sede di motivazione della propria decisione, la esaustivitÓ delle altre prove, acquisite o prodotte nel corso dell'istruttoria, ai fini delle pronuncia definitiva sulla controversia. Egli non pu˛, per converso, negare ingresso a detta istanza, omettendo di confutare le ragioni addotte dalla parte a sostegno della medesima, e ritenere nel contempo indimostrati i fatti che, per effetto della consulenza stessa, si sarebbero potuti invece, provare, specie quando oggetto dell'accertamento risultino elementi rispetto ai quali la consulenza si presenta come lo strumento pi¨ efficiente d'indagine e la parte si trovi, se non nell'impossibilitÓ, quanto meno nella pratica difficoltÓ di offrire adeguati parametri di valutazione.

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