Cassazione penale Sez. I sentenza n. 48162 del 3 dicembre 2013

(1 massima)

(massima n. 1)

Nel caso di reato commesso da un minore, l'aggravante di cui all'art. 61, comma primo n. 1, cod. pen. pu˛ essere riconosciuto solo quando il motivo che ha determinato la commissione del reato sia meramente pretestuoso ed espressione dell'istinto criminale e della malvagitÓ del reo e non quando esso trovi ragione nell'irrazionalitÓ rappresentativa dell'immaturitÓ ed emozionalitÓ adolescenziale. (Fattispecie in tema di omicidio commesso da un minorenne in cui la Corte, in presenza di un movente connesso alla gelosia, ha annullato con rinvio la sentenza per accertare a quale delle due situazioni andava ascritta la futilitÓ del motivo).

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