Cassazione penale Sez. III sentenza n. 2028 del 18 gennaio 2006

(1 massima)

(massima n. 1)

L'appropriazione di un bene ereditario, sul quale erano stati apposti i sigilli, da parte di un erede testamentario in possesso dei beni ereditari, e che abbia accettata l'ereditā, configura il reato di violazione dei sigilli, di cui all'art. 349 c.p., ma non anche quello di appropriazione indebita, atteso che questi diviene con l'accettazione proprietario del compendio ereditario. (Nell'occasione la Corte ha ulteriormente affermato che non riverbera sul principio di cui sopra l'eventuale successivo accertamento in sede civile della fondatezza dell'azione di rivendicazione promossa da un erede pretermesso, con conseguente revisione della proprietā dei beni ereditari).

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