Cassazione penale Sez. V sentenza n. 4696 del 3 febbraio 2009

(1 massima)

(massima n. 1)

Nel procedimento davanti al giudice di pace, ai fini dell'efficacia della remissione di querela, non Ŕ indispensabile l'accettazione del querelato, essendo sufficiente che non vi sia da parte di quest'ultimo un rifiuto espresso o tacito della remissione. Ne consegue che, in assenza di altri elementi, anche la contumacia dell'imputato pu˛ essere apprezzata quale indice dell'assenza della volontÓ di coltivare il processo per giungere alla rilevazione della propria innocenza.

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