Cassazione civile Sez. III sentenza n. 8242 del 24 maggio 2003

(1 massima)

(massima n. 1)

Nel processo di esecuzione forzata, il deposito del titolo esecutivo in originale o in copia autentica costituisce un presupposto processuale, la cui mancanza non pu˛ essere rilevata d'ufficio dal giudice, ma deve essere fatta valere con l'opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c.; in particolare, in fase di assegnazione e distribuzione del ricavato, il titolo svolge solo la funzione di provare l'esistenza, liquiditÓ ed esigibilitÓ del credito, e pu˛ essere prodotto anche in copia fotostatica o fotografica, che ha la stessa efficacia probatoria dell'originale, se non viene formalmente disconosciuta dalla parte contro la quale viene prodotta; ne consegue che il giudice dell'esecuzione, in tema di assegnazione di crediti pignorati presso il terzo, non pu˛ d'ufficio pretermettere dall'assegnazione il creditore intervenuto, sulla base del solo rilievo d'ufficio che il titolo del credito, a soddisfazione del quale era stato effettuato l'intervento, era stato prodotto solo in fotocopia, in assenza di qualunque contestazione da parte del debitore o di altri creditori.

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