Cassazione civile Sez. II sentenza n. 12495 del 19 luglio 2012

(1 massima)

(massima n. 1)

La disposizione di cui all'art. 338 c.p.c., che disciplina la sorte del giudizio in cui venne emessa la sentenza impugnata nei casi previsti dai numeri 4 e 5 dell'art. 395 c.p.c., laddove il procedimento di revocazione si estingua, esplica i propri effetti soltanto se non sia stato proposto avverso la stessa sentenza ricorso per cassazione, atteso che, in presenza di una duplicitÓ di impugnazioni, come prevista dall'art. 398, quarto comma, c.p.c., il giudizio di legittimitÓ sarÓ suscettibile di essere condizionato solo da una decisione di merito, passata in giudicato, presa nel contemporaneo procedimento di revocazione. Ne consegue che la mera dichiarazione di estinzione del processo di revocazione, essendo priva di effetti decisori del merito ed esaurendosi in una consumazione della "facultas impugnandi", non pu˛ produrre lo stabilizzarsi della sentenza d'appello ancora soggetta al sindacato di legittimitÓ.

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