Cassazione civile Sez. Lavoro sentenza n. 27026 del 12 novembre 2008

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di giuramento decisorio, non comportano nullità la mancata verbalizzazione della formula e l'omessa pronuncia della parola «giuro » atteso che detta nullità, ipotizzabile solo nei casi tipizzati dalla legge a norma dell'art. 156 c.p.c., non è prevista dagli artt. 238 e 239 c.p.c., sempre che l'atto presenti tutti i requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo per il quale è stato introdotto, a norma dell'art. 156, terzo comma, c.p.c. (Fattispecie relativa all'attestazione, nel verbale di prestazione negativa del giuramento decisorio deferito sull'intervenuto recesso del lavoratore per dimissioni, dell'affermazione «nego » anziché l'affermazione solenne «giuro e giurando nego » in controversia in cui l'atto aveva raggiunto lo scopo cui era diretto, di obbligare il dichiarante ad affermare/negare le circostanze dedotte nei capitoli dell'avversario e ad assumersi piena responsabilità, a tutti gli effetti di legge, della propria dichiarazione ).

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