Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 26107 del 18 giugno 2003

(1 massima)

(massima n. 1)

╚ configurabile il reato di truffa nel caso in cui l'imputato, esaltando i suoi poteri divinatori, induca in errore una persona particolarmente indifesa ed esposta, per la propria credulitÓ, a pensare di potersi liberare dei propri mali attraverso l'esorcismo e la magia, in quanto la valutazione dell'induzione in errore deve essere effettuata ex post e la grossolanitÓ del raggiro o dell'artificio non esclude la possibilitÓ di successo nei confronti di persona particolarmente vulnerabile.

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