Cassazione civile Sez. I sentenza n. 6835 del 24 marzo 2014

(1 massima)

(massima n. 1)

Lo scopo di lucro (c.d. lucro soggettivo) non Ŕ elemento essenziale per il riconoscimento della qualitÓ di imprenditore commerciale, essendo individuabile l'attivitÓ di impresa tutte le volte in cui sussista una obiettiva economicitÓ dell'attivitÓ esercitata, intesa quale proporzionalitÓ tra costi e ricavi (cd. lucro oggettivo), requisito quest'ultimo che, non essendo inconciliabile con il fine mutualistico, ben pu˛ essere presente anche in una societÓ cooperativa, pur quando essa operi solo nei confronti dei propri soci. Ne consegue che anche tale societÓ ove svolga attivitÓ commerciale pu˛, in caso di insolvenza, pu˛ essere assoggettata a fallimento in applicazione dell'art. 2545 terdecies cod. civ. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza dichiarativa di fallimento di una societÓ cooperativa avente quale oggetto la commercializzazione verso terzi di prodotti agricoli conferiti dai soci, dei quali la societÓ incassava il prezzo, senza che sia risultato provato che tutte le operazioni di vendita ed incasso compiute dalla societÓ siano state seguite dal completo versamento del denaro ai soci).

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