Cassazione penale Sez. IV sentenza n. 1673 del 24 febbraio 1986

(2 massime)

(massima n. 1)

L'art. 83 c.p. nel disciplinare l'ipotesi di źevento diverso da quello voluto dall'agente╗ stabilisce che qualunque sia in concreto nelle singole fattispecie il determinismo causale che dÓ luogo all'aberratio, l'evento non voluto pu˛ esser posto a carico dell'agente solo se dal comportamento di questi sia stato cagionato per errore nell'uso dei mezzi di esecuzione del reato o per qualsiasi altra causa. L'esistenza di una causalitÓ materiale comunque verificatasi tra l'azione o l'omissione e l'evento diverso Ŕ sufficiente per giustificare l'addebitabilitÓ di questo senza che sia necessaria la colpa, non potendosi identificare come ipotesi di colpa l'errore e le altre cause menzionate dall'art. 83 c.p. Elemento psicologico necessario per l'affermazione di responsabilitÓ Ŕ il dolo del reato voluto, anche se la punibilitÓ per il reato verificatosi Ŕ a titolo di colpa.

(massima n. 2)

La norma dell'art. 586 c.p. concerne una fattispecie diversa da quella dell'art. 83 c.p. alla quale non pu˛ essere ricondotta come ipotesi particolare perchŔ, mentre l'art. 83 c.p. ha per oggetto il caso in cui il comportamento diretto alla produzione di un evento ne cagioni un altro soggettivamente od oggettivamente diverso, l'art. 586 c.p. riguarda l'ipotesi in cui da un delitto doloso derivi come conseguenza ulteriore l'offesa alla vita e all'incolumitÓ altrui, prescindendo dal nesso causale tra comportamento ed evento e riconducendo tale nesso unicamente alla necessitÓ di un rapporto di conseguenzialitÓ tra un delitto doloso e l'evento morte o lesioni. Le fattispecie regolate dalle predette norme si differenziano perci˛ non sotto il profilo psicologico (ricondotto in entrambe le ipotesi alla volizione dell'evento, e perci˛ del reato che si intendeva porre in essere), ma per la disciplina del nesso di causalitÓ, ricondotto per l'art. 83 c.p., alla condotta dell'agente e per l'art. 586 c.p. solo ed esclusivamente al delitto voluto e commesso, indipendentemente dall'avere l'agente cagionato l'evento per errore nell'uso dei mezzi di esecuzione del reato o per altre cause.

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