Cassazione penale Sez. II sentenza n. 9815 del 16 settembre 1998

(1 massima)

(massima n. 1)

La semplice lettura, da parte del giudice che decide, degli atti di istruzione probatoria in precedenza raccolti da giudice diversamente composto non Ŕ sufficiente a garantire il rispetto del principio di immutabilitÓ del giudice di cui all'art. 525 comma 2 c.p.p., la cui violazione Ŕ espressamente sanzionata con la nullitÓ assoluta. (Nell'affermare detto principio la Corte ha osservato come in un processo fondato sulla formazione della prova nel dibattimento, ed in cui il źrecupero╗ e l'utilizzazione delle dichiarazioni non raccolte direttamente dal giudicante si pone come un'eccezione alla regola generale, non pu˛ avere ingresso un'interpretazione della legge processuale che consenta al giudice di basare la propria decisione sulla semplice lettura dei verbali delle prove acquisite, ancorchÚ legittimamente, nel corso di un dibattimento il quale, per la diversa composizione dell'organo giudicante, pur attenendo allo stesso fatto non pu˛ che considerarsi diverso).

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