Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 477 del 9 marzo 1999

(2 massime)

(massima n. 1)

L'inammissibilitÓ dell'opposizione della persona offesa dal reato alla richiesta di archiviazione pu˛ conseguire solo in assenza delle condizioni tassativamente previste dall'art. 410 c.p.p., in termini di inidoneitÓ dell'atto nel suo sviluppo procedimentale a rappresentare l'interesse della persona offesa nello sbocco obbligatorio del rito camerale e, quindi, nella obbligatoria instaurazione del contraddittorio.

(massima n. 2)

L'omessa impugnazione dell'ordinanza di convalida dell'arresto impedisce la proposizione nel procedimento principale Ś salvo che nel giudizio direttissimo Ś di ogni ulteriore questione circa la legittimitÓ dell'arresto e di tutti gli atti compiuti nel procedimento incidentale di convalida, compreso l'interrogatorio dell'imputato. (In applicazione di tale principio la Corte ha rigettato il ricorso con il quale si denunciava la nullitÓ del decreto di citazione a giudizio immediato per la nullitÓ dell'interrogatorio Ś avvenuto in sede di convalida in assenza del difensore di fiducia, non avvisato Ś che ne costituiva il presupposto ai sensi dell'art. 453 c.p.p.).

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