Cassazione penale Sez. III sentenza n. 2631 del 23 luglio 1996

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di esigenze cautelari, l'art. 274 lett. c) c.p.p., come modificato dall'art. 3 legge 8 agosto 1995 n. 332 non impedisce di trarre il pericolo concreto di reiterazione dei reati della stessa specie cioŔ lesivi dell'interesse protetto e dello stesso valore costituzionale anche dalle specifiche modalitÓ e circostanze del fatto, considerate nella loro obiettivitÓ. La valutazione negativa della personalitÓ dell'indagato pu˛ desumersi tenendo presenti i criteri, oggettivi e dettagliati stabiliti dall'art. 133 c.p., fra i quali sono comprese le modalitÓ e la gravitÓ del fatto-reato, sicchÚ non deve essere considerato il tipo di reato o una sua ipotetica gravitÓ, ma devono valutarsi situazioni correlate con i fatti del procedimento ed inerenti ad elementi sintomatici della pericolositÓ del soggetto su una motivazione fondata sulla concretezza dei fatti e non su criteri generici e/o automatici.

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