Cassazione penale Sez. I sentenza n. 43236 del 30 novembre 2001

(2 massime)

(massima n. 1)

L'omissione dell'invito all'imputato a presentarsi per rendere l'interrogatorio ai sensi dell'art. 375 c.p.p. non dÓ luogo alla nullitÓ della richiesta di rinvio a giudizio prevista dall'art. 416, comma 1, c.p.p. (nella formulazione introdotta dall'art. 2 della legge 16 luglio 1997 n. 234 e antecedente alle ulteriori modifiche apportate dall'art. 17 della legge 16 dicembre 1999 n. 479), qualora l'imputato, sottoposto a misura cautelare, abbia a suo tempo reso l'interrogatorio źdi garanzia╗ ai sensi dell'art. 294 c.p.p. e non abbia poi chiesto di essere nuovamente interrogato ovvero non siano stati compiuti dal pubblico ministero ulteriori atti d'indagine dai quali derivasse, ai fini del completamento del contraddittorio tra accusa e difesa, la necessitÓ di una rinnovazione dell'atto.

(massima n. 2)

Non sussiste incompatibilitÓ alla prestazione dell'ufficio di testimone da parte di soggetto che abbia prestato, nello stesso procedimento, quello di interprete, non essendo una tale incompatibilitÓ ricompresa tra quelle previste dall'art. 197 c.p.p. e non potendosi applicare, per analogia (essendo questa da escludere in considerazione del carattere eccezionale delle norme che limitano la generale capacitÓ a testimoniare prevista dalla legge) il disposto di cui all'art. 144, comma 1, lett. d), stesso codice, nel quale si prevede soltanto l'ipotesi inversa della incompatibilitÓ del testimone a prestare ufficio di interprete.

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