Cassazione civile Sez. I sentenza n. 5126 del 6 aprile 2001

(1 massima)

(massima n. 1)

Oltre al recesso legale del socio, previsto dagli arti. 2523 e 2437 c.c. (norma, quest'ultima dettata per le societÓ per azioni, ma estensibile alle societÓ cooperative) l'ordinamento prevede il recesso convenzionale (artt. 2518 e 2526 c.c.) e se il primo non pu˛ essere limitato o soppresso neppure da clausole statutarie, attraverso la previsione dell'approvazione degli organi statutari (la quale finirebbe per trasformare l'esercizio di un diritto potestativo in una proposta negoziale e per rimetterne l'efficacia alla discrezione di un terzo), non altrettanto pu˛ affermarsi per il recesso statutario, il quale, nascendo con l'atto costitutivo, come atto di manifestazione della volontÓ negoziale, dalla stessa volontÓ pu˛ essere disciplinato attraverso clausole, determinative del contenuto, sia quando attribuiscono al socio la facoltÓ di recedere in situazioni specifiche, sia quando questa stessa facoltÓ limitano o condizionano. Ne consegue che Ŕ legittima la disciplina convenzionale che subordina il recesso a determinati presupposti o condizioni, tra i quali l'autorizzazione o l'approvazione del consiglio d'amministrazione o dell'assemblea dei soci.

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