Cassazione civile Sez. I sentenza n. 3028 del 12 agosto 1976

(1 massima)

(massima n. 1)

L'art. 2319 c.c., relativo alla revoca degli amministratori della societā in accomandita semplice (col consenso dei soci accomandatari e l'approvazione di tanti soci accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale da essi sottoscritto), riguarda l'ipotesi in cui non ricorra una giusta causa, laddove, per l'ipotesi di revoca per giusta causa ha valore la regola generale, valida per tutte le societā di persone per effetto dei richiami contenuti negli artt. 2315 e 2293 c.c., che conferisce ad ogni socio la facoltā di richiedere giudizialmente la revoca degli amministratori (art. 2259, terzo comma c.c.). Nelle societā di persone, pur in presenza di autonomia patrimoniale, non č possibile enucleare una volontā o un interesse distinti da quelli dei singoli soci, e, in realtā, la volontā e l'interesse della societā non rappresentano altro che la somma delle volontā e degli interessi dei soci. Allorché, quindi, in un procedimento avente ad oggetto la revoca dell'amministrazione di una societā in accomandita semplice siano presenti tutti i soci, non puō ritenersi che il contraddittorio non sia stato ritualmente costituito per la mancata citazione in giudizio della societā in quanto tale.

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