Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 1112 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 10/06/2019]

Cose non soggette a divisione

Dispositivo dell'art. 1112 Codice civile

Lo scioglimento della comunione non può essere chiesto quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero di servire all'uso a cui sono destinate(1).

Note

(1) L'articolo non fa riferimento alle cose indivisibili (posto che anche per esse è possibile chiedere lo scioglimento della comunione), ma solo alle cose la cui divisione implicherebbe la cessazione dell'uso cui sono destinate. Ciò si ha quando:
- la cosa sia utile solo in relazione ad altre cose e non in se stessa (es. scale comuni nel condominio di case);
- la cosa fornisca utilità personali ai soli comunisti e non avrebbe alcun valore per un estraneo (es. una raccolta di documenti familiari).

Ratio Legis

La disposizione rappresenta un limite eccezionale al più generale principio della divisibilità della cosa comune (v. art. 1111 del c.c.).
L'indivisibilità della stessa assume importanza esclusivamente al momento della divisione; con essa cessa, infatti, la possibilità di servirsi della cosa comune per l'utilizzo cui è deputata.

Brocardi

Res quae sine interitu vel sine damno dividi possunt

Spiegazione dell'art. 1112 Codice civile

Cose comuni indivisibili

Per quanto le parti possano di pieno accordo derogarvi è naturale che lo scioglimento della comunione non possa essere chiesto quando si tratta di cose che divise cesserebbero di servire all'uso a cui sono destinate.

Si disputa, però, se tale divieto si riferisca all'indivisibilità soltanto per la destinazione della cosa, conforme alla sua intrinseca natura, oppure anche per l'uso, cui i partecipanti d'accordo hanno destinata la cosa. Per la tesi più larga si è pronunciata la Cassazione, purché la destinazione data alla cosa dalla volontà dei condomini abbia carattere oggettivo e sia permanente e non contingente.

L' indivisibilità, non è, però, da confondere con la comoda divisibilità per una equiparazione della mancanza della seconda alla prima.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

521 L'art. 1111 del c.c., primo comma, pone una limitazione al diritto di ciascun partecipante di chiedere lo scioglimento della comunione, attribuendo all'autorità giudiziaria il potere di stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l'immediato scioglimento può pregiudicare glì interessi degli altri partecipanti. Disposizione analoga è inserita in tema di divisione ereditaria (art. 717 del c.c.). Si è poi chiarito (art. 1111, secondo comma) che il patto di rimanere in comunione per un tempo non maggiore di dieci anni ha effetto anche per gli aventi causa dai partecipanti, e che, se è stipulato per un termine maggiore, si riduce al termine anzidetto. In conformità del codice del 1865 (art. 681, terzo comma), lo scioglimento della comunione può essere ordinato dall'autorità giudiziaria prima del tempo convenuto, se gravi circostanze lo richiedono (art. 1111, terzo comma). E' del pari riprodotta (art. 1112 del c.c.) la norma dell'art. 683 del codice precedente, che vieta di chiedere lo scioglimento della comunione quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero di servire all'uso a cui sono destinate.

Massime relative all'art. 1112 Codice civile

Cass. civ. n. 5261/2011

In tema di scioglimento della comunione, la disposizione dell'art. 1111, secondo comma, c.c. - in base alla quale il patto di rimanere in comunione non può, comunque, avere una durata superiore ai dieci anni - benché sia analogicamente applicabile anche alle disposizioni testamentarie a titolo particolare, trova un limite implicito nella regola dettata dal successivo art. 1112 c.c., secondo cui lo scioglimento non può essere chiesto quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero di servire all'uso cui sono destinate; l'accertamento in fatto sulla concreta divisibilità del bene è devoluto all'esame del giudice di merito.

Cass. civ. n. 7274/2006

In tema di scioglimento della comunione, la disposizione di cui all'art. 1112 c.c., che stabilisce l'indivisibilità del bene nel caso in cui la sua assegnazione in proprietà esclusiva ad uno dei condividendi ne comporti la cessazione dall'uso cui esso è destinato, trova applicazione esclusivamente nel caso in cui allo scioglimento della comunione si pervenga per via giudiziale, in quanto, nello scioglimento convenzionale, il potere dei comproprietari di addivenire allo scioglimento e di disporre dei beni implica anche il potere di mutarne l'uso e la destinazione originaria, sicché la possibilità di divisione del bene non trova altri impedimenti se non quelli derivanti da ragioni fisiche o da vincoli posti da leggi speciali.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Testi per approfondire questo articolo

  • Quota e bene comune nella comunione ordinaria

    Pagine: 192
    Data di pubblicazione: giugno 2011
    Prezzo: 20 €

    Il lavoro affronta il tema della comunione ordinaria dei beni, anche in relazione al rapporto esistente tra quota e bene comune. La consapevolezza della rilevanza prevalente da assegnare al piano degli interessi consente di offrire una ricostruzione dell’istituto in termini di rapporto giuridico reale, riconoscendo a ciascun partecipante alla comunione la titolarità di una autonoma situazione soggettiva ed alla relativa quota la natura di bene proprio. Il concetto di... (continua)

  • La comunione in generale

    Collana: Trattato dir. civ. Cons. naz. notariato
    Pagine: 224
    Data di pubblicazione: febbraio 2014
    Prezzo: 27 €

    Lo studio della contitolarità dei diritti reali nella sua configurazione di comunione ordinaria (caratterizzata dai due elementi inderogabili della organizzazione in quote singolarmente alienabili e della soggezione a scioglimento) consente di osservare le diverse comunioni tipiche a regime speciale con uno sguardo d'insieme e di individuare tra di esse collegamenti, affinità, differenze. L'argomento impone un'attenzione ai precedenti storici senza la quale risulta difficile... (continua)

  • La prelazione nelle comunioni

    Data di pubblicazione: settembre 2010
    Prezzo: 36 €

    La rilettura in chiave promozionale della prelazione ereditaria conduce a superare antiche contrapposizioni alle quali l’istituto è rimasto ancorato in nome di una assoluta quanto astratta libertà di disposizione che non trova riscontro nei principi del sistema vigente. La prelazione non si contrappone all’autonomia negoziale ma la valorizza orientandola alla massima attuazione della solidarietà costituzionale, secondo la vocazione sociale connaturata alla... (continua)

  • Commentario del codice civile. Della proprietà. Artt. 1100-1172

    Data di pubblicazione: luglio 2013
    Prezzo: 100,00 -5% 95,00 €

    Il modulo “Della Proprietà” è un autorevole commento articolo per articolo della disciplina normativa codicistica in tema di proprietà e contiene anche il commento alle più importanti normative speciali.

    L’Opera, coordinata dai Proff.i Iannarelli e Macario e divisa in 4 volumi (Primo volume: 810-868 – Secondo volume: 869-1099 – Terzo volume: 1110-1172 – Quarto volume: Leggi Collegate), è commentata da accademici... (continua)

  • Il procedimento di divisione a domanda congiunta

    Editore: Giuffrè
    Collana: Officina. Civile e processo
    Pagine: 78
    Data di pubblicazione: aprile 2014
    Prezzo: 18,00 -5% 17,10 €

    Tra gli argomenti trattati: Presupposti per la proposizione del ricorso ex art. 791-bis c.p.c. Soggetti delegabili per l'espletamento delle operazioni di divisione. Rapporti fra mediazione obbligatoria e controversie divisorie. Opposizione alla vendita e/o al progetto di divisione. Adempimenti successivi all'approvazione del progetto di divisione.

    (continua)