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Articolo 1765 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Leggi speciali

Dispositivo dell'art. 1765 Codice civile

Sono salve le disposizioni delle leggi speciali (1).

Note

(1) La disciplina della professione di mediatore è contenuta nella legge 3 febbraio 1989, n. 39 e nel regolamento di attuazione emanato con decreto 21 dicembre 1990, n. 452 del Ministro dell'industria, commercio ed artigianato. Tale disciplina ha sostituito integralmente la precedente normativa, contenuta nella l. 21 marzo 1958, n. 253, ed il regolamento attuativo di questa. La l. 3 febbraio 1989, n. 39 non si applica però agli agenti di cambio, ai mediatori pubblici, ai mediatori marittimi e a coloro che svolgono un'attività di intermediazione nei servizi assicurativi e turistici: a tali categorie di soggetti si applicano diverse normative speciali.

Ratio Legis

La salvezza e prevalenza delle leggi speciali si giustificano proprio per il loro carattere di specialità.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

728 La diligenza del depositario si è ricondotta, come si è detto (n. 559), al tipo astratto del buon padre di famiglia, che elimina anche le difficoltà della prova, a cui la varietà dei casi pratici dava luogo nel sistema della diligenza in concreto adottato dell'art.1843 del codice del 1965. Anche il depositario gratuito deve usare la diligenza normale; ma, come nel mandato gratuito, si è concesso al giudice di apprezzare con minor rigore la responsabilità del depositario quando non ha diritto a rimunerazione (art. 1765 del c.c.). L'obbligo di custodia, di cui l'incapace risponde nei limiti in cui può essere tenuto a rispondere per atti illeciti (art. 1769 del c.c.), è personale e implica perciò il divieto del subdeposito: questo divieto garantisce la costante vigilanza sulla cosa depositata ad opera della persona scelta dal depositante e può essere superato dal consenso del depositante stesso (art. 1770 del c.c., primo comma). In particolari urgenti contingenze (ad esempio, in caso di pericolo che minacci la conservazione della cosa, specialmente se si tratta di oggetti preziosi o di valore storico o artistico) o nell'interesse del depositante, è riconosciuta al depositario la facoltà di derogare alle condizioni pattuite per la custodia (art. 1770, accendo comma). Il depositario non può servirsi della cosa senza il consenso del depositante (art. 1770, primo comma); tale proibizione esiste anche quando il deposito ha per oggetto una quantità di danaro o di altre cose fungibili. In quest'ultimo caso, se il depositante ha autorizzato il depositario a servirsi della cosa depositata, la proprietà di essa, come si è rilevato (n. 727), si acquista dal depositario, che deve restituire altrettante cose della stessa specie e qualità (art. 1782 del c.c., primo comma).

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