Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 1309 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Riconoscimento del debito

Dispositivo dell'art. 1309 Codice civile

Il riconoscimento del debito fatto da uno dei debitori in solido non ha effetto riguardo agli altri; se fatto dal debitore nei confronti di uno dei creditori in solido, giova agli altri.

Ratio Legis

La ratio della norma è quella per cui solo se le conseguenze delle vicende che riguardano uno dei condebitori o concreditori possono giovare anche agli altri condebitori o concreditori si estendono ad essi.

Spiegazione dell'art. 1309 Codice civile

Riconoscimento del debito fatto dal debitore o da un condebitore

Per il riconoscimento del debito si adottano le stesse norme, che si sono accolte per la costituzione in mora, ossia il riconoscimento fatto da un condebitore non è opponibile agli altri condebitori e quello fatto dal debitore in favore di un concreditore può essere invocato dagli altri concreditori.
Valgono -qui le stesse considerazioni esposte per il caso di costituzione in mora.

Relazione al Libro delle Obbligazioni

(Relazione del Guardasigilli al Progetto Ministeriale - Libro delle Obbligazioni 1941)

55 Il principio per il quale gli atti compiuti da uno dei debitori nei confronti del creditore non danneggiano gli altri ma solo possono giovare, è rimasto sostanzialmente immutato, ed ha anzi ricevuto applicazioni sempre più numerose e conseguenti.
Così ho affermato l'efficacia strettamente personale della rinuncia alla prescrizione (art. 40 cpv.) e del riconoscimento del debito (art. 41).

Massime relative all'art. 1309 Codice civile

Cass. civ. n. 1901/1975

La norma dell'art. 1309 c.c., secondo la quale il riconoscimento del debito fatto da uno dei debitori in solido non ha effetto riguardo agli altri, si riferisce al riconoscimento di debito inteso come dichiarazione della parte che ammette l'esistenza dell'obbligazione a suo carico, e non può applicarsi alla confessione, che non si esaurisce in una ammissione completa, ma ha per oggetto un fatto che, valutato in concomitanza con altri, concorre alla formazione della prova del credito.

Cass. civ. n. 4041/1974

In mancanza di una concreta norma di diritto positivo che sancisca l'unitarietà e l'inscindibilità dell'obbligazione solidale tributaria, vale anche per questa il principio generale secondo cui nell'obbligazione assunta da più soggetti in solido si ha una pluralità di obbligazioni con causa unica; con la conseguenza che la situazione di solidarietà passiva nel debito tributario non consente di ritenere giustificata anche una mutua rappresentanza processuale fra coobbligati, che valga ad estendere, in deroga alle disposizioni degli artt. 1309 e 2909 c.c., a tutti i coobbligati gli effetti del riconoscimento del debito e del giudicato intercorso e formatosi fra uno di essi e l'ente titolare del credito tributario.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Testi per approfondire questo articolo

  • Regresso surrogazione obbligazioni

    Autore: Corapi Diego
    Editore: CEDAM
    Data di pubblicazione: dicembre 2010
    Prezzo: 20,00 -5% 19,00 €

    Il contributo monografico, attraverso una preliminare ed autonoma ricostruzione dommatica del regresso e della surrogazione, circoscritta all’ambito delle obbligazioni solidali, affronta, ripercorrendo un annoso, ma ancora non sopito, dibattito dottrinale, il problema dei rapporti tra i due istituti, soffermandosi, in particolare, sulle ragioni, anche storiche, della coesistenza, nell’impianto del Codice civile, di due azioni funzionalmente sovrapponibili.

    (continua)