Si tratta del terzo volume del “Commentario alle riforme del processo civile”, il quale approfondisce le riforme del processo di cassazione e dell'arbitrato. Suddiviso in due tomi, questo secondo tomo si occupa dell'arbitrato e di una importante commento all'entrata in vigore della nuova disciplina riguardante il giudizio di cassazione e l'arbitrato.
Nella legge n. 80 del 2005, infatti, accanto a rilevanti modifiche al processo di cognizione, al procedimento cautelare e al... (continua)
Sommario
Premessa alla prima edizione. – Premessa alla nona edizione. – Parte I: Il processo di esecuzione forzata. – I. Il processo di esecuzione nei suoi aspetti generali. – II. Gli atti preparatori del processo di esecuzione forzata. – III. L’espropriazione. – Sez. I: L’espropriazione forzata in generale. – Sez. II: L’espropriazione mobiliare presso il debitore. – Sez. III: L’espropriazione... (continua)
Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse (1), e dalla intenzione del legislatore (2). Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione (3), si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe (4); se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato (5).
(1) È questa la c.d. interpretazione letterale (c.d. vox iuris), volta ad attribuire alla norma il significato che si evince immediatamente dalle parole utilizzate.
(2) È questa la c.d. interpretazione logica che, superando il significato immediato della disposizione, mira a stabilire il suo vero contenuto ossia lo scopo che il legislatore ha inteso realizzare, emanandola.
(3) Il legislatore espressamente contempla la possibilità che vi siano fattispecie non previste né risolte da norme giuridiche. Il legislatore prevede, cioè, l'esistenza di lacune le quali devono, tuttavia, essere colmate dal giudice che non può rifiutarsi di risolvere un caso pratico adducendo la mancanza di norme.
(4) È questa la c.d. analogia legis, ammissibile soltanto se basata sui seguenti presupposti: a) il caso in questione non deve essere previsto da alcuna norma; b) devono ravvisarsi somiglianze tra la fattispecie disciplinata dalla legge e quella non prevista; c) il rapporto di somiglianza deve concernere gli elementi della fattispecie nei quali si ravvisa la giustificazione della disciplina dettata dal legislatore (eadem ratio).
(5) È questa la c.d. analogia iuris: nel richiamare i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato, il legislatore ha inteso, innanzitutto, escludere il ricorso ai principi del diritto naturale. Quanto alla loro individuazione, la dottrina prevalente ritiene che essi vadano identificati in norme ad alto grado di generalità (es.: art. 1176 c.c.), di rango costituzionale, di tenore vago (e dunque suscettibili di adattamenti interpretativi, ad esempio l'art. 2041 c.c.) o di importanza fondamentale per l'intero sistema giuridico (es.: art. 1322 c.c.).
In relazione ai soggetti che la compiono l'interpretazione può essere: a) giudiziale, se compiuta dal giudice nell'esercizio della sua funzione giurisdizionale. Tale interpretazione vincola solo le parti del giudizio; b) dottrinale, se compiuta, senza alcuna forza vincolante, dagli studiosi delle materie giuridiche; c) autentica, se è compiuta dal legislatore, che emana talvolta alcune norme per chiarire il significato di disposizioni preesistenti. Tale interpretazione ha efficacia erga omnes. In relazione ai risultati, l'interpretazione può essere: dichiarativa, se i risultati dell'interpretazione grammaticale coincidono con quelli dell'interpretazione logica (lex tam dixit, quam voluit); estensiva, se l'ambito di applicazione della norma è più ampio di quanto si ricava dalla sua formulazione letterale (lex minus dixit quam voluit); restrittiva, nel caso contrario (lex plus dixit quam voluit). Si noti, infine, che l'interpretazione estensiva non va confusa con l'analogia: con la prima, infatti, si rimane sempre nell'ambito della norma, pur se dilatata fino al limite della sua massima espansione.
Il libro è il frutto di una ricerca congiunta della Camera arbitrale di Milano e dell'Istituto di diritto dell'Università Carlo Cattaneo-LIUC di Castellanza. I due enti - uno operativo, la Camera arbitrale, l'altro di ricerca, l'istituto dell'Università di Castellanza - hanno redatto delle Linee Guida per la pubblicazione in forma anonima dei lodi arbitrali che possano - concretamente ma secondo parametri scientifici - aiutare gli studiosi e i pratici alle prese con... (continua)
Il libro tratta in modo approfondito l’istituto dell’arbitrato sia sotto il profilo del diritto sostanziale che del diritto procedurale: arbitrato interno, estero e internazionale, riservando attenzione anche alla problematica relativa alla legge procedurale applicabile agli arbitrati interni di sottotipo internazionale, agli arbitrati realmente internazionali e alla problematica relativa al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni arbitrali straniere e... (continua)
Il lavoro, giunto alla quarta edizione, rimane a grandi linee fedele all'impostazione della ricerca originaria, pubblicata per la prima volta nel 1995. Il volume offre agli studenti, agli studiosi e ai pratici dell'istituto dell'arbitrato un ottimo strumento di conoscenza e di aggiornamento e presenta, inoltre, la struttura di un manuale: premesse e presupposti, trattazione, istruttoria, conclusione, impugnazioni, illustrazione delle norme e frequenti incursioni nella pratica. Il volume... (continua)
Sommario
Gli Autori. – Parte Generale: Introduzione (G. Iudica). – La conciliazione ADR (Alternative Dispute Resolution) (M. Cicogna). – Le materie arbitrali (M. Curatola). – Clausola arbitrale (o compromissoria) e compromesso (L. Marvsi). – Arbitrato rituale e irrituale (M. Curatola). – Norme processuali e scelta della sede dell’arbitrato (Francesco Perillo). – Arbitrato di diritto e arbitrato d’equità... (continua)