Il volume raccoglie le relazioni (nonché alcuni interventi successivi) tenute nel corso dell'annuale Convegno della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Milano-Bicocca, svoltosi nel 2009. Sul tema delle interpretazioni del diritto, intese come contesti "artigianali" in cui il diritto viene lavorato con strumenti diversi, si confrontano esperti di differenti settori giuridici sia teorici (storici, filosofi, sociologi), sia pratici (processualcivilisti,... (continua)
Nelle cose chiare non è concessa l'interpretazione
Il latinetto espone il principio per il quale non sarebbe necessario interpretare le norme non oscure, dall'evidente significato In realtà, il giudice è tenuto a interpretare tutte le disposizioni, legislative e contrattuali, e in particolare, dovrà operare una interpretazione sistematica, che tenga conto dell'esistenza di altre norme oltre a quella oggetto dell'operazione ermeneutica. Anche in diritto romano il principio risultava non incontestabile: secondo Ulpiano, infatti, l'interpretazione è sempre necessaria, in quanto un testo di legge (od una disposizione contrattuale) è una fredda successione di parole che devono essere adattate al caso concreto.