Brocardi.it, il sito dedicato al latino dei giuristi... e molto altro CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 494

Codice Penale

Sostituzione di persona

Dispositivo dell'art. 494 Codice Penale

Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio (1) o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all'altrui persona (2), o attribuendo a sé o ad altri un falso nome (3), o un falso stato (4), ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici (5), è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino ad un anno (6).

Note

(1) I concetti di vantaggio e danno non si esauriscono in una finalità di natura economica e nemmeno si richiede che siano ingiusti, ben potendo quindi integrarsi la fattispecie in esame qualora l'impegno sia diretto realizzare uno scopo lecito.

(2) La sostituzione della propria all'altrui persona si verifica qualora il soggetto assuma un atteggiamento atto a far apparire se stesso come un'altra persona, come nel caso in cui, sostituendosi ad un candidato, una persona sostiene un concorso pubblico al posto dell'effettivo candidato. Si deve trattare sempre di una sostituzione illegittima, al punto che l'avverbio "illegittimamente" è stato definito pleonastico.

(3) L'attribuzione di un falso nome riguarda non tanto il nome o il cognome, quanto l'assunzione di un'identità diversa dalla propria. Non è necessario che l'identità che ci si attribuisce sia quella di altri, potendo essere immaginaria.

(4) La disposizione in esame con il termine stato si riferisce alle condizioni personali che attengono al rapporto della persona con al società, come ad esempio la cittadinanza, la capacità di agire, lo stato libero o coniugale, la parentela, etc. Non vengono considerati tali l'età, la residenza e il domicilio.

(5) Si tratta di qualità da cui la legge fa discendere determinati effetti, come ad esempio quella di proprietario, possessore, maggiore età, etc..

(6) Tale clausola di sussidiarietà si riferisce, secondo la dottrina maggioritaria, non solo ai delitti indicati nel presente Titolo, ma anche a tutti quelli che offendono la fede pubblica, indipendentemente dalla loro collocazione.

Ratio Legis

Tradizionalmente si considera che il legislatore abbia qui voluto tutelare la fede pubblica contro quei comportamenti che alterano gli elementi identificativi di una persona o le sue qualità personali.

Hai un dubbio su questo argomento?
Risolvi il tuo problema!

Scrivi alla nostra redazione giuridica!

Attenzione: prenderemo in esame SOLO richieste scritte in italiano corretto, con adeguata punteggiatura, riferite a quesiti e/o problematiche di natura giuridica.
(leggi l'informativa)

Testi per approfondire questo articolo