L'autore affronta lo scottante tema della cognizione e competenza del giudice nel processo penale, partendo necessariamente dal principio di autosufficienza giurisdizionale e dalle questioni pregiudiziali. Ampio spazio viene poi dato alla nozione di competenza sia nei suoi aspetti più generali, sia nelle sue specifiche: per materia, per territorio ed, infine, per connessione. La trattazione prosegue logicamente trattando il tema della riunione e separazione dei processi, per... (continua)
1. Per determinare la competenzasi ha riguardo [278, 379] alla pena stabilita dalla legge per ciascun reato consumatoo tentato[c.p. 56]. Non si tiene conto della continuazione[c.p. 81], della recidiva[c.p. 99-101] e delle circostanze del reato[c.p. 59-70, 118-119], fatta eccezione delle circostanze aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato e di quelle ad effetto speciale [c.p. 63 3] .
Le norme che disciplinano la competenza provvedono alla divisione del lavoro giudiziario che è essenziale per l'efficienza dell'amministrazione della giustizia. Tali norme assumono, tra l'altro, un rilievo costituzionale considerato il principio della precostituzione per legge del giudice naturale sancito dall'art. 25 della Cost. L'art. 4 è disposizione di carattere generale la quale, ripercorrendo le indicazioni contenute nella legge delega, fissa le regole di determinazione della competenza sulla base della gravità del reato.