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Articolo 581

Codice Civile

Concorso del coniuge con i figli

Dispositivo dell'art. 581 Codice Civile

(1) Quando con il coniuge concorrono figli, il coniuge ha diritto (2) alla metà dell'eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi [542] (3).

Note

(1) Il comma è stato così modificato dall'art. 80, comma 1, D. Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal 7 febbraio 2014.
(2) Ha diritti successori:
- il coniuge putativo (v. art. 128 del c.c.) alle condizioni di cui all'art. 584 del c.c.;
- il coniuge separato se la separazione non sia stata a lui addebitata (v. art. 585 del c.c.).
Al contrario, non ha diritto a succedere:
- il coniuge separato a cui si stata addebitata la separazione (v. art. 585 del c.c.);
- il coniuge divorziato.
(3) Al coniuge spetta, inoltre, il diritto d'abitazione e d'uso sulla casa familiare di cui all'art 540 del c.c.. Si tratta di un legato ex lege che non va aggiunto alla quota di eredità ma va in essa ricompreso (v. sent. Corte Cost. n. 527 del 1988).

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 355/2011

In forza della normativa vigente anteriormente all'entrata in vigore della legge 19 maggio 1975, n. 151, il coniuge superstite, in qualità di legatario "ex lege", è investito, sin dal momento dell'apertura della successione dell'altro coniuge, della titolarità di un diritto reale che lo rende partecipe della comunione ereditaria e che si configura come un diritto d'usufrutto diffuso pro quota su tutto il compendio ereditario e ricadente, quindi, su tutti i singoli beni che ne fanno parte. Ne consegue che il possesso che egli eserciti insieme agli eredi rispetto ad uno di questi beni trova radice in una comunione incidentale impropria o di godimento tra diritti qualitativamente eterogenei, in quanto la cosa è goduta per una quota dagli eredi a titolo di proprietà e per l'altra dal legatario a titolo di usufrutto. Lo stato d'indivisione ereditaria, pertanto, non è di ostacolo a che il possesso esercitato dal coniuge legatario "ex lege" su taluni beni sia qualificabile come possesso a titolo di usufrutto per la quota spettante ad esso ai sensi dell'art. 581 c.c., nel testo previgente all'anzidetta novella del 1975.

Cass. n. 2540/2005

Nel caso di successione legittima, in ipotesi di concorso del coniuge con piú di un figlio legittimo e/o naturale, le quote di un terzo e di due terzi — rispettivamente spettanti al primo ed ai secondi ex art. 581 c.c. — presuppongono la pluralità dei figli, ma prescindono dal numero di essi. Ne consegue che — ove il giudice, che abbia accertato la paternità naturale, attribuisca al figlio naturale, in prospettiva anticipatoria delle ragioni ereditarie ad esso spettanti per successione al defunto genitore, un assegno di mantenimento a carico degli eredi del padre naturale — è erroneo coinvolgere tra i soggetti tenuti alla detta erogazione alimentare, a scomputo di quota ereditaria, anche il coniuge del de cuius atteso che i diritti conseguenti allo status di figlio naturale sono suscettibili di influire unicamente sulla consistenza economica della quota (pars quota di due terzi) spettante agli altri figli del de cuins ma nessuna incidenza possono avere sulla quota di pertinenza del di lui coniuge.

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Quesiti degli utenti
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21/09/2016 Liguria
Laura M. chiede
“UNA MIA CARISSIMA AMICA 80 ANNI VEDOVA CON UNA FIGLIA NON CONVIVENTE, GODE DI UNA PENSIONE SOCIALE DI € 600.
NEL MESE DI AGOSTO C.A. SI E' SPOSATA CON UN VEDOVO DI 85 ANNI PURE LUI CON UN FIGLIO NON CONVIVENTE, DOPO 40 ANNI DI RELAZIONE MA CIASCUNO A CASA PROPRIA. ORA CHE SI SONO SPOSATI LUI VIVE IN CASA DELLA MIA AMICA.

LA MOGLIE DEL VEDOVO DECEDUTA A FEBBRAIO HA LASCIATO L'APPARTAMENTO DOVE ABITA E UN APPARTAMENTO A COMO.

ORA STANNO FACENDO LA PRATICA DI SUCCESSIONE FRA IL PADRE E IL FIGLIO, AL 50%

LA MIA AMICA GRADIREBBE SAPERE,AVENDO FATTO LA SEPARAZIONE DEI BENI, COSA SUCCEDEREBBE ,NEL CASO CHE
UNO DEI DUE VENISSE A MANCARE,A QUELLO CHE RIMANE.”
Consulenza legale i 27/09/2016
Va opportunamente chiarito che le regole attinenti al regime patrimoniale dei coniugi (per cui i beni che ognuno dei due coniugi acquista in corso di matrimonio per effetto di successione rimangono sempre beni personali, e ciò vale sia nel caso in cui i coniugi si trovino in regime di comunione dei beni, ai sensi dell’art. 179 cod. civ. sia, a maggior ragione, nel caso in cui essi abbiano optato per la separazione dei beni) a nulla rilevano in fase successoria.
Nello specifico, la parte di patrimonio della ex moglie ereditata dal vedovo (eredità che attualmente costituisce suo bene personale e non può quindi essere oggetto di atti di disposizione da parte dell’attuale moglie, né può essere aggredito dai creditori di quest’ultima), nel caso di morte, essendo entrata definitivamente a far parte del suo patrimonio, per effetto della sua successione andrà non solamente al figlio ma altresì alla nuova moglie (e ciò indipendentemente che esista la separazione dei beni, la quale esplica i suoi effetti, lo si ripete, solamente mentre il coniuge è in vita).

Quindi, nel caso di morte del vedovo, si applicherà l’art. 581, per il quale, quando concorrano il coniuge (in questo caso, la nuova moglie) e un solo figlio (in questo caso, l’unico figlio nato dall’altro matrimonio), al primo spetterà la metà del patrimonio del defunto ed al figlio l’altra metà (50% ciascuno). Sarà ovviamente esclusa dalla successione la figlia della nuova moglie, in quanto discendente solo di quest’ultima e non del defunto.

Nel caso di morte, invece, della moglie, valgono le medesime regole: succederanno al 50% ciascuno il nuovo marito e la figlia, mentre sarà escluso dalla successione il figlio di lui.

Testi per approfondire questo articolo

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    Attualmente, in Italia, la successione resta un fenomeno strettamente legato alla famiglia, poiché il codice detta le regole della successione necessaria (per le quali, come si è detto, buona parte del patrimonio deve essere destinato ai familiari) e perché, in assenza di manifestazione di volontà da parte del titolare di beni (testamento), alla sua morte gli stessi passano automaticamente ai familiari (successione legittima). Il dettato legislativo non... (continua)

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    Si analizza la disciplina della legittima e la sua incidenza nel sistema successorio, attraverso la disamina della categoria dei legittimari e degli strumenti di tutela apprestati dall'ordinamento a difesa delle ragioni di questi ultimi. L'esegesi delle disposizioni normative conduce ad affermare che il principio dell'intangibilità della quota di riserva viene garantito non solo attraverso una tutela quantitativa della quota stessa, ma anche attraverso una tutela qualitativa, da... (continua)