Cassazione civile Sez. III sentenza n. 23682 del 15 settembre 2008

(1 massima)

(massima n. 1)

La responsabilitÓ del proprietario per la rovina di edificio, ai sensi dell'art. 2053 cod. civ., Ŕ configurabile quando i danni derivino, oltre che da difetti originari e da attivitÓ da lui svolte all'interno dell'immobile, anche dal comportamento di terzi immessi nel godimento dello stesso. La locazione, in particolare, poichÚ costituisce una delle possibili modalitÓ di godimento dell'immobile, dalla quale il proprietario trae vantaggio economico, giustifica, a titolo oggettivo, ovvero a prescindere dalla sua colpa per omessa sorveglianza, la responsabilitÓ del proprietario ai sensi del citato art. 2053 verso i terzi, i quali, pertanto, possono sempre invocare a loro tutela l'imputabilitÓ al proprietario degli eventi dannosi. Peraltro il conduttore, nei confronti del quale il proprietario potrÓ rivalersi, nei rapporti interni, per i danni addebitatigli ai sensi del suddetto articolo a causa del suo comportamento, non pu˛ certo compiere nell'immobile locato interventi e modifiche senza il consenso del proprietario che, anche per questa via ne assume la responsabilitÓ verso i terzi danneggiati. (Nella specie, confermandosi la sentenza di merito impugnata, Ŕ stato escluso che andasse esente da responsabilitÓ, secondo l'art. 2053 cod. civ., il proprietario dell'immobile nel quale il locatario, cagionando danni agli appartamenti dei piani superiori, aveva parzialmente abbattuto un muro maestro per ricavarvi un'apertura maggiore di quella esistente).

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