Cassazione civile Sez. III sentenza n. 16123 del 8 luglio 2010

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di responsabilitÓ civile, il nesso causale Ŕ regolato dal principio di cui agli artt. 40 e 41 c.p., per il quale un evento Ŕ da considerare causato da un altro se il primo non si sarebbe verificato in assenza del secondo, nonchÚ dal criterio della cosiddetta causalitÓ adeguata, sulla base del quale, all'interno della serie causale, occorre dar rilievo solo a quegli eventi che non appaiano - ad una valutazione "ex ante" - del tutto inverosimili, ferma restando, peraltro, la diversitÓ del regime probatorio applicabile, in ragione dei differenti valori sottesi ai due processi: nel senso che, nell'accertamento del nesso causale in materia civile, vige la regola della preponderanza dell'evidenza o del "pi¨ probabile che non", mentre nel processo penale vige la regola della prova `oltre il ragionevole dubbio". Ne consegue, con riguardo alla responsabilitÓ professionale del medico, che, essendo quest'ultimo tenuto a espletare l'attivitÓ professionale secondo canoni di diligenza e di perizia scientifica, il giudice, accertata l'omissione di tale attivitÓ, pu˛ ritenere, in assenza di altri fattori alternativi, che tale omissione sia stata causa dell'evento lesivo e che, per converso, la condotta doverosa, se fosse stata tenuta, avrebbe impedito il verificarsi dell'evento stesso.

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