(massima n. 1)
In tema di riconoscimento per l'esecuzione in Italia della sentenza di condanna emessa da altro Stato membro dell'Unione Europea, ai sensi dell'art. 10, comma 5, d.lgs. 7 settembre 2010, n. 161, la Corte d'appello, in funzione di giudice dell'esecuzione, nel verificare la compatibilitą della pena inflitta all'estero con quella prevista dall'ordinamento interno per reati similari, dispone di un potere di adattamento che le consente di porre rimedio al riconoscimento della pena, principale e accessoria, mal operato perché basato su un'errata qualificazione giuridica, provvedendo alla rideterminazione di tale pena, se superiore a quella massima prevista dalla normativa interna.