Cassazione civile Sez. III sentenza n. 11461 del 17 maggio 2007

(1 massima)

(massima n. 1)

Sussistono i presupposti dell'azione per indebito arricchimento nel caso di prestazione professionale eseguita sulla base di un contratto invalidato a seguito dell'annullamento, da parte dell'ente di controllo, delle delibere consortili precedenti e condizionanti la validità della stipulazione del contratto. Una delle situazioni tipiche riconducibili alla funzione dell'azione per indebito arricchimento (eliminazione dello squilibrio determinatosi a seguito dei conseguimento di una utilità economica da parte di un soggetto con correlativa diminuzione patrimoniale di un altro soggetto) è, infatti, quella del contratto nullo nel caso in cui una delle parti abbia eseguito la sua prestazione. Né il carattere sussidiario dell'azione di indebito arricchimento ostacola la sua proponibilità nel caso in cui sia esperibile un'azione di responsabilità precontrattuale nei confronti di un terzo (nella specie, l'organo del consorzio che ne aveva espresso la volontà di utilizzare la prestazione professionale) di cui è esclusa la solvibilità.

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