Cassazione penale Sez. V sentenza n. 31243 del 18 aprile 2024

(1 massima)

(massima n. 1)

Ai fini della preclusione del "ne bis in idem", l'identitą del fatto deve essere valutata in relazione al concreto oggetto del giudicato e della nuova contestazione, senza confrontare gli elementi delle fattispecie astratte di reato. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato senza rinvio, per divieto di un secondo giudizio, la sentenza di condanna per il reato di minaccia aggravata, rilevata la sostanziale identitą della condotta contestata rispetto a quella gią giudicata per il reato di furto aggravato, in quanto la Corte di Appello, pur non potendo che confermare, per il divieto di "reformatio in peius", la condanna per il delitto di furto, in motivazione si era espressa per l'avvenuta integrazione del delitto di rapina impropria cosģ cristallizzando il giudicato nella sua portata sostanziale).

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