Cassazione penale Sez. II ordinanza n. 20514 del 17 aprile 2024

(1 massima)

(massima n. 1)

Il giudice di appello, nell'accogliere la richiesta di pena concordata, a causa dell'effetto devolutivo, una volta che l'imputato abbia rinunciato ai motivi d'impugnazione, limita la sua cognizione ai motivi non rinunciati; e non č neppure tenuto a motivare sul mancato proscioglimento per taluna delle cause previste dall'art. 129 cod. proc. pen., in considerazione della radicale diversitā tra l'istituto dell'applicazione della pena su richiesta delle parti e l'istituto in esame, prima disciplinato dai citato art. 599 cod. proc. pen.; determinando, invero, la rinuncia ai motivi una preclusione processuale che impedisce al giudice di prendere cognizione di quanto deve ormai ritenersi non essergli devoluto (non solo in punto di affermazione di responsabilitā), fatta eccezione per il decorso del termine di prescrizione in data precedente alla decisione concordataria.

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