Cassazione penale Sez. V sentenza n. 37323 del 22 febbraio 2019

(1 massima)

(massima n. 1)

E' abnorme, sotto il profilo funzionale, poiché determina una irreversibile stasi del processo, il provvedimento con cui il giudice dell'udienza preliminare dichiari, ex art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., la nullità della notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari perché il difensore di ufficio, presso il quale l'imputato senza fissa dimora aveva eletto domicilio, non aveva manifestato il proprio assenso ex art. 162, comma 4-bis, cod. proc. pen., e disponga la restituzione degli atti al pubblico ministero perché provveda a disporre le ricerche ai sensi dell'art. 157 cod. proc. pen., atteso che il rifiuto di ricevere l'atto espresso dalla persona indicata quale domiciliataria rende l'elezione inidonea a perseguire il suo scopo e costituisce proprio il presupposto per la notifica mediante consegna al difensore ai sensi dell'art. 161, comma 4, cod. proc. pen. (In motivazione, la Corte ha altresì evidenziato come fosse inutile ed impraticabile, nei confronti di un soggetto che si era dichiarato senza fissa dimora, la procedura ex art. 157 cod proc. pen). (Annulla senza rinvio, GIP Tribunale Genova, 07/11/2018)

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